mercoledì, 09 luglio 2008
02:09

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insonnia

Archiviato da MaDLoST in: riflessioni, seghe mentali, pensieri slogati

Avevo spento la tv e nei miei programmi mentali c’era il letto e magari qualche pagina di libro.

Solo che volevo vedere una cosa su intern(i)e(n)t e mi è venuta voglia di scrivere. Di cosa non lo so di preciso...perché? C’è bisogno di voler dire qualcosa per scrivere? Forse sì.

Mi sono acceso una sigaretta come al mio solito e lascio scivolare i pensieri sulla brezza fredda di questa notte silenziosa. Stranamente non passa neanche una macchina ed il bar sotto casa è chiuso. In lontananza sento addirittura un treno che passa.

Vorrei scrivere qualcosa di ironico, ma non sono dell’umore. Anzi. Non sono della sostanza.

Vorrei strappare un sorriso a chi magari perde tempo a leggere quello che io (non) dico, ma di notte è dura, soprattutto quando tutti quelli che conosci stanno dormendo, il paese dorme, l’Italia dorme.

E tu rimani sveglio ad ascoltare qualche fantasma, a colorare qualche ricordo, a fantasticare su eventi futuri, possibili, desiderabili.

Ogni tanto vorrei che inventassero un dispositivo per spegnere il cervello e staccare il cuore. Dodici ore di sonno perfetto, senza sogni o incubi, senza la fatica di trovare una posizione e un pensiero che ti conduca sui sentieri di Orfeo. Click e stop. Di certo non perderei tempo qui a scrivere aspettando il momento giusto per buttarmi sul letto e buonanotte mondo.

Ma poi penso che queste notti servano a qualcosa. Forse solo a meditare o magari riflettere su una giornata trascorsa ad organizzare un lavoro e finita in un prato a leggere una rivista. Credo che ogni cosa/evento/persona abbia uno scopo o un fine, ma credo anche che ci sia la possibilità di andare a morire senza saperlo.

Di certo non mi dispiacerebbe sapere che fine abbiano fatto certe persone che ho lasciato indietro, vuoi per pigrizia o per dolore. Non è voglia di tornare indietro, non sono il tipo di persona. È voglia di sapere come sono andati avanti loro, perché quando hai voluto bene o amato certe domande sono inevitabili.

Gli anni passano e oggi è il primo giorno del resto della nostra vita. Questa estate sta passando senza colpo ferire e mentre leggevo un articolo interessante su Internazionale ho pensato che non sarebbe male tornare a studiare. Nulla di eccessivo, magari un master. Strano capire che dopo aver passato anni a maledire libri e verifiche ed esami...bè, è strano pensare che in fondo mi piace studiare. Mi è sempre piaciuto. Non importa la fatica che ho fatto, ma scoprire cose che prima non sapevo mi fa sentire bene. Ho chiuso la rivista ed il pensiero è stato quasi logico: se non imparo qualcosa di nuovo sento che diventerò presto stupido.

Camminavo sul lungo fiume e pensavo, pensavo, pensavo. Per la prima volta dopo un mese e passa di frustrazione e illusioni mancate mi sono sentito carico di una nuova energia, quasi che tutti gli eventi che mi hanno trascinato qui stiano per giungere al culmine. Qualcosa sta cambiando. Forse il futuro. Forse io. Forse i venti.

Dopo i tempi di bivacco mentale, mi sento bene. So quello che voglio e che riuscirò a raggiungerlo. Non importa il come, quello per me non è mai stato indispensabile.

Ma adesso sbadiglio e sento che mi fumerò l’ultima sigaretta del pacchetto con le gambe nel vuoto sul davanzale, tanto è notte, nessuno si spaventa.

Non ho scritto nulla di utile, né tantomeno di eclatante. Sei arrivato a questa riga cercando di capire dove volessi andare a parare, ma certe volte si rischia di andare a morire senza aver capito nulla.

Certe notti fanno paura proprio per questo motivo, perché si avverte il timore di arrivare alla fine e non aver capito nulla tra fantasmi, ricordi e futuro.

Ora che fumo dondolando i piedi nel vuoto ascolto il silenzio di questa notte. Non ho quel senso di inquietudine iniziale e mi viene quasi da ridere. Non credo di aver capito realmente qualcosa, a dire il vero, ma avevo spento la tv e nei miei programmi mentali c’era il letto e magari qualche pagina di libro.

Solo che mi è venuta voglia di scrivere.

Di vivere.

 

Soundtracks: Timoria - Ora e per sempre / Coheed and Cambria - Neverender / Pixies - Where is my mind? / Get up kids - Out of reach / Samuele Bersani - Giudizi universali

martedì, 08 luglio 2008
11:13

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free hugs - giornata internazionale degli abbracci

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In teoria sarebbe stata ieri, ma in pratica me ne sono ricordato oggi.

La giornata internazionale dei Free hugs, ovvero abbracci gratuiti. Ripropongo qui il video girato con i compagni di bar-sport (ora in fase di re-styling) girato a Bologna.

Per uno come me è stata un’esperienza strana. Dapprima ero imbarazzato, a girare con quel cartellone sopra la testa. In seguito ho trovato naturale abbracciare persone sconosciute, estremamente divertente, assolutamente folle e genuino. E quando due persone si abbracciano si crea un’atmosfera che fa bene al cuore.


lunedì, 07 luglio 2008
18:05

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anima in vendita

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Un neozelandese di 24 anni ha messo la sua anima all’asta on line e l’ha venduta a una catena di pizzerie che ha offerto 3800 dollari Usa. Aveva offerto sul sito di aste neozelandese TradeMe la sua anima “in condizioni piuttosto buone, eccetto un periodo travagliato sei anni fa, quando è stata raggiunta l’età legale per bere alcool”. Per l’offerta ha ricevuto oltre 100 espressioni d’interesse. È stata aggiudicata al miglior offerente Hell Pizza, catena nota per le pubblicità provocatorie.

 

Io della vita non ho capito un cazzo.

Ora vado su e-bay e metto in vendita un pezzo di moralità, mettendo in promozione una buona quantità di autostima e aggiungendo un bonus di cinismo a quota di riserva raggiunta.

 

lunedì, 07 luglio 2008
11:35

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il panthèon del terzo millennio

In principio era il verbo.

È un modo elegante per dire che un tempo c’era Dio. O Allah, o Jeova, o Shiva, o la Natura.

Un modo elegante per dire che prima c’era l’intimità di un rapporto, poi l’uomo ha ben pensato di uccidere Dio e di rimpiazzarlo con qualcosa di più simile a lui: se stesso. Ancora oggi c’è bisogno di spiritualità, ma il mondo è ormai scisso in due parti: chi ha un contatto – o cerca di averlo – con qualcosa di superiore e chi si è inserito nella venerazione del nuovo Panthèon del Terzo Millennio. Inutile dire che i secondi aumentano di giorno in giorno, ma solo perché fa più trendy. Un po’ come avere l’amico/a gay a fine anni ’90, tanto per intenderci.

Ecco quindi il mio bisogno di raccogliere informazioni per illustrare la nuova mitologia.

 

Dio-uomo: è la divinità massima, colui che tutto può se lo vuole e colui che ha diritto di fare tutto quello che è nelle sue capacità. Ha il diritto di esportare democrazie e farsi saltare in aria, di mangiare aragoste mentre pensa a chi muore di fame, di uccidere e di camminare a testa alta. È nazione, comunità, villaggio. È persona, coscienza collettiva, linguaggio. È trino e multiplo. Ma soprattutto: è onnipresente. Quando non c’è lascia comunque una webcam. A lui si riferiscono tutte le divinità inferiori, da lui create e gestite come più lo aggrada. Non esiste libertà se non quella del Dio-uomo.

 

Dio della cultura: Dio Google.

Nato dal bisogno di dare ordine al Caos, è il figlio prediletto del Dio-uomo. Con il tempo ha assorbito tutte le informazioni ed è diventato Guardiano della cultura. Per contattarlo basta avere una linea internet e risponde sempre alla tua sete di conoscenza. Nella sua magnanimità ti permette anche di trovare hotel a metà prezzo. Tutti se ne servono e tutti ne hanno sempre più bisogno. È la fonte del sapere umano e certi dicono che viva lontano da tutti in un territorio chiamato Sylicon Valley. Alcune teorie cospirazioniste collegano il sempre maggior potere di Dio Google alla scomparsa dell’intelligenza umana, ma non sono ancora riuscite ad avere prova concreta di queste gravi considerazioni.

 

Dio della medicina: Dio Aulin.

Si presenta sempre sotto forma di bustina farmaceutica ed il suo luogo prediletto sono le farmacie. Nato come antidolorifico, ora è alla base dell’alimentazione umana. I giovani lo venerano sempre nei dopo sbronza, invocando la sua intercessione prendendo il suo corpo e sciogliendolo in acqua, anche se alcuni preferiscono metterlo direttamente sotto la lingua. Vecchi e adulti lo onorano e lo portano in tavola per tenere saldo il desiderio di comunione familiare.

 

Dio della guerra: Dio America.

Sotto le sembianze di una nazione dove ognuno ha il sacrosanto diritto di possedere un’arma da fuoco, questa divinità assume forme imprevedibili e spesso innocue agli occhi di un comune mortale. Si ciba dell’odio, dell’ignoranza e della frustrazione, alimenti di cui il nostro Mondo ha risorse illimitate.

 

Dio della bellezza: Dio Saldi.

In un Mondo governato dal brutto, la sua missione è rendere più felici le persone. Accetta banconote o carte di credito. All’inizio si chiamava Dio Fashion, ma secondo le regole del Taoismo si è diviso in due e ora una parte diventa più potente dell’altra a seconda dei tempi.

 

Dio dell’amore: Dio Chat.

Sempre più mortali entrano in contatto con questo Dio dalle forme complesse – a volte si trasforma in blog, altre in forum, altre ancora in social network – per avere e dare amore. I tempi dell’incontro casuale per strada o a feste stanno terminando, meglio stare seduti e guardare foto e lettere su un monitor.

 

Altre ancora sono le divinità, ma l’uomo può assimilare certe verità poco alla volta, perché la magnificenza del Terzo Millennio è unica e irripetibile. Per questo motivo, credo sia meglio non rivelare altro e aspettare che queste informazioni siano metabolizzate.

Potreste essere seduti su un Dio e non saperlo.

giovedì, 03 luglio 2008
10:58

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Ingrid Betancourt liberata

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Ingrid Betancourt, l’ex candidata alla presidenza colombiana di origini francesi, è stata liberata da un blitz dell’esercito del presidente Alvaro Uribe nel corso della notte. Un blitz senza uno sparo, senza versare una goccia di sangue. Per Uribe l’operazione militare che ha consentito la liberazione è stata «di un'intelligenza comparabile con le maggiori epopee epiche della storia dell'umanità»: l’Operazione Scacco, in sostanza, è partita da una infiltrazione nel vertice delle Farc, grazie alla quale è stato inviato un falso messaggio al gruppo di guerriglieri che detenevano il gruppo di ostaggi. Nel messaggio, come ha raccontato il generale Jaime Padilla, si comunicava che gli ostaggi dovevano essere trasportati a una nuova località. Lo ha detto la stessa Betancourt alla radio colombiana: “Non ci siamo resi conto di quello che succedeva, perché non c’è stato un solo sparo, non è stato ucciso nessuno, ci hanno portato fuori alla grande”. E, all’arrivo alla base militare di Catam, Ingrid betancourt non ha nascosto la sua volontà di aspirare ancora alla carica di presidente della Colombia. Insieme a lei sono stati liberati altri 14 ostaggi: tre cittadini americani e 11 militari colombiani, che erano finiti nelle mani dei rivoltosi.